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Mostre temporanee

Glaser, Mattotti, Calligaro. Il destino della pittura

7 marzo - 13 aprile 2009

'Il destino della pittura' - immagine ufficiale della mostraMilton Glaser, Lorenzo Mattotti, Renato Calligaro: tre grandi artisti hanno presentato in contemporanea la loro opera in tre diverse località storiche del Friuli collinare: Colloredo di Monte Albano, Fagagna e San Daniele del Friuli.

“Glaser Mattotti Calligaro. Il destino della pittura” è il titolo della mostra, curata dalla Galleria Nuages di Milano, inaugurata sabato 7 marzo con un percorso di visite guidate – presenti gli autori – che ha toccato tutte e tre le sedi espositive, a partire, alle 16, dal Museo del Territorio di San Daniele, dove esponeva Calligaro, per passare poi al Palazzo Municipale di Fagagna, che ha ospitato Mattotti, e concludersi, alle 19, al Castello di Colloredo, con Glaser. Il progetto espositivo ha proposto, in ognuna delle tre sedi, un’ampia selezione di opere – in tutto oltre duecento – di tre fra i massimi protagonisti del graphic design contemporaneo: artisti che al linguaggio della pittura, con diverso genio creativo e diversa sensibilità, intrecciano il linguaggio della grafica, della pubblicità e del fumetto, con risultati di prepotente vitalità.

La mostra, promossa dai Comuni di Colloredo, Fagagna e San Daniele in collaborazione con la Comunità collinare del Friuli - uniti da un comune progetto di valorizzazione culturale del territorio - è stata realizzata con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e si inserisce nel vivo del dibattito culturale sul destino dell’arte figurativa. Le opere esposte hanno proposto di fatto tre possibili e originali risposte all’interrogativo implicito nel titolo dell’esposizione.

Milton Glaser,Bob Dylan, manifesto, 1966A partire da Milton Glaser, il più noto e carismatico designer della seconda metà del Novecento. Chi non ha visto almeno una volta il logo “I Love New York” con l’immagine del cuore al posto della parola “love”? Non tutti sanno che quell’idea semplice e geniale, icona in perfetto stile pop entrata nell’immaginario collettivo attraverso milioni di t-shirt e gadget venduti sulle bancarelle di tutto il mondo ha un padre e un autore proprio in Milton Glaser, classe 1929, che ha affascinato generazioni di graphic designer di tutto il mondo per il suo eclettismo stilistico.
Nella sua produzione Glaser ha attraversato infatti i confini tra le diverse arti visive, integrandole con sapienza comunicativa, sempre attento allo “spirito del tempo” e spesso anticipandolo di decenni; ha disegnato poster per eventi culturali, marchi aziendali, copertine di libri e dischi – tra cui il famosissimo manifesto di Bob Dylan – caratteri tipografici, quotidiani, arredi e oggetti per l’industria; alcune sue opere sono entrate a far parte di collezioni permanenti fra le più prestigiose al mondo, fra cui quelle del Museum of Modern Art e del National Archive di New York, dell’Israel Museum di Gerusalemme e dello Smithsonian Institute di Washington. Negli anni Cinquanta aveva avuto l’opportunità di studiare a Bologna con Giorgio Morandi e di innamorarsi dell’arte e della cultura italiana, il che gli ha consentito di sintetizzare in un linguaggio originale e creativo tradizione e innovazione, umanesimo rinascimentale e marketing pop.

Anche la produzione di Lorenzo Mattotti è espressione di un personalissimo ed eclettico crescendo creativo. Figlio della provincia italiana ed erede della sua grande tradizione pittorica, da anni vive e lavora a Parigi e le sue opere, dallo stile inconfondibile per colori, forme e vitalità, godono di un grande successo di critica e di pubblico in tutto il mondo.
Lorenzo Mattotti, Carnaval, 2006Illustratore, disegnatore, autore di fumetti dall’inesauribile versatilità, la sua ricerca linguistica attraversa ogni campo dell’immagine disegnata: dalla pubblicità ai manifesti di ispirazione civile, dalla moda al design, dalle sigle televisive al cinema d’animazione. Sue sono le copertine di alcuni dei più importanti magazine del mondo, dal New Yorker a Glamour, da Vanity Fair a Cosmopolitan. L’autore del racconto a fumetti Fuochi, il capolavoro che nell’84 ha segnato un punto di svolta nel suo percorso figurativo attraverso la suggestione emozionale creata dal colore, non smette di sperimentare nuove modalità espressive, continuando ad attingere alla forza comunicativa delle avanguardie pittoriche, intrecciandole con sapienza evocativa al linguaggio della musica, della poesia e della letteratura, oltre che alla magia e alle suggestioni del linguaggio cinematografico.

Renato Calligaro è una delle “matite” più innovative nel panorama europeo dell’illustrazione e del fumetto. Nelle sue opere fonde le tecniche della pittura – sua disciplina d’origine – con quelle della grafica pubblicitaria e del fumetto, rinunciando per scelta alla ricerca di una “unità di stile”, che a suo parere non si addice all’artista “modernista”.
Renato Calligaro, Donne in jeep sulla riva del mare, 2006
Tuttavia la sua cifra stilistica appare prevalentemente connotata da uno stimolante accostamento tra la cultura della grande tradizione pittorica italiana tre-quattrocentesca e la componente mitico-narrativa del realismo magico della letteratura latinoamericana, che lo riporta alle atmosfere della sua giovinezza argentina. Come autore di satira politica e illustratore ha collaborato con i più importanti e autorevoli periodici e quotidiani italiani ed europei. Negli ultimi anni, animato dall’urgenza di approfondire anche sul piano teorico il dibattito sul destino della pittura, ha fondato e dirige la rivista di psicologia, fenomenologia e antropologia dell’arte TempoFermo, che organizza convegni e ospita saggi e discussioni sulla situazione e sulle funzioni dell’arte nella contemporaneità dominata dalla Tecnica. Ideatore del progetto espositivo, è autore del saggio inedito presente nel catalogo Nuages che ne spiega il senso.

L’uso sempre più abile e spregiudicato delle moderne tecniche della comunicazione – dalla grafica digitale alla video art – ha prodotto profonde trasformazioni nella rappresentazione e nell’espressione artistica e ha definitivamente messo in crisi la “narratività” della pittura, minacciando di rendere obsoleto, o quanto meno irreparabilmente marginale, il ruolo e la funzione del linguaggio pittorico, e arrivando a modificare la nostra stessa percezione visiva e le nostre convinzioni su che cosa intendiamo oggi quando diciamo “arte”. L’invenzione dell’idea si è sostituita alla “bellezza”, alla riuscita formale dell’opera, e il giudizio viene espresso sempre più secondo il solo criterio della novità piuttosto che della qualità.

Il dibattito culturale sul destino dell'arte figurativa – nell’epoca della sempre più frequente svalutazione della “forma” – ipotizza addirittura una rivoluzione antropologica, tale che annullerebbe il nostro stesso costitutivo e millenario bisogno di fruizione artistica.
Fondere in un’unica prassi la grafica, la pubblicità, l’illustrazione, il fumetto e la pittura, mantenendo altissimo il livello della qualità formale pare essere il percorso obbligato per un recupero del valore e del ruolo della pittura, arte oggi più che mai aperta alla sperimentazione creativa.

Il senso della triplice mostra risiede proprio nell’avventura del linguaggio alla ricerca delle sue forme possibili. Un’avventura che, fra vignette e fumetti, illustrazioni e quadri, nel contrappunto di maniere e stili che si intrecciano – scrive Calligaro – è sempre un inno alla “forma”.

Sedi espositive

Renato Calligaro
Museo del Territorio - San Daniele del Friuli

Milton Glaser
Castello di Colloredo di Monte Albano

Lorenzo Mattotti
Sede Municipale/Palazzo Vanni degli Onesti - Fagagna

Maggiori informazioni sugli autori

Milton Glaser, newyorchese, è il più noto e carismatico designer della seconda metà del Novecento: autore del famosissimo manifesto di Bob Dylan (1966) e della serie di elaborazioni grafiche per la Valentina di Olivetti (1968), del ruggente Leone della Biennale di Venezia 1980 e della serie di manifesti “I love New York” (con il cuore a sostituire la parola “love”), è stato definito un “artista completo, nel senso rinascimentale del termine, antico e moderno al tempo stesso” ed è considerato un maestro da innumerevoli schiere di designer nel mondo.

Lorenzo Mattotti, artista “europeo” la cui ricerca espressiva ha avuto inizio in quella fucina di creatività che sono stati gli anni Settanta in Italia, collabora con i più importanti giornali e riviste del mondo, illustra testi classici per adulti e per l'infanzia – dalla Divina Commedia alle Avventure di Pinocchio – crea storie a fumetti, copertine e film di animazione, campagne pubblicitarie e manifesti di impegno civile in un personalissimo ed eclettico crescendo creativo che gli ha meritato prestigiosi premi internazionali.

Renato Calligaro, friulano con una lunga immersione nell’immaginario mitico della cultura latinoamericana, come illustratore e vignettista di satira politica ha collaborato a numerosi giornali e riviste e pubblicato libri da Feltrinelli e Rizzoli, operando una fusione fra pittura, sua disciplina d’origine, grafica pubblicitaria e fumetto e trasformando la polivalenza delle tecniche e degli stili in una vera e propria “avventura” narrativa del linguaggio. Come teorico della modernità in crisi ha fondato e dirige la rivista di psicologia, fenomenologia e antropologia dell’arte TempoFermo, che ospita saggi e discussioni sulla situazione e sulle funzioni dell’arte nella contemporaneità dominata dalla Tecnica.

museodelterritorio@gmail.com